A scuola di competenze digitali con Sandra Troia

IDENTIKIT
Nome: Sandra
Cognome: Troia
Età: 44 anni
Formazione: laurea in Lettere Moderne
Professione: docente
La propria sfida: fare dell’aula un laboratorio di innovazione
Un ricordo della scuola: l’interrogazione del Direttore durante gli esami di fine ciclo sulla Comunità Economica Europea. Tanta emozione e, già da allora, tanta voglia di Europa!

In cosa consistono i quadri DigComp, DigCompOrg e DigCompEdu?
Il modello DigComp è stato elaborato per concorrere allo sviluppo e al miglioramento delle competenze digitali dei cittadini. È organizzato in 5 aree di competenza (informazione e data literacy, comunicazione e collaborazione, creazione di contenuti digitali, sicurezza, problem solving) che interpretano i bisogni di cui ogni cittadino della società dell’informazione e comunicazione è portatore.
Mentre DigCompOrg guida le organizzazioni educative ad auto-valutare la qualità e i progressi compiuti nell'integrazione e impiego delle tecnologie. Si compone di 7 elementi tematici fissi: leadership e gestione, insegnamento ed apprendimento, sviluppo professionale, valutazione, contenuti e curricula, collaborazione e reti, infrastrutture.
Infine DigCompEdu è il “neo-nato”, identifica e descrive gli elementi principali della competenza digitale di educatori e formatori in ogni ordine e grado. Si compone di 6 aree: impegno professionale, risorse digitali, pedagogia digitale, empowering degli allievi, sviluppo della competenza digitale degli studenti.

In che modo sono strumenti utili per gli insegnanti?
DigComp for citizens, DigCompEdu e DigCompOrg sono strumenti indispensabili per i docenti di “nuovi cittadini digitali”. Offrono riferimenti precisi per strutturare la progettazione didattica, qualificare l’intervento professionale e contribuire attivamente al miglioramento dell’organizzazione educativa a vocazione digitale. La scuola è oggi scuola delle competenze. La RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 2006 ha individuato le otto competenze chiave per l’apprendimento permanente. La competenza digitale è una di queste. È trasversale a tutte le altre ed è indispensabile perché il digitale, come evidenziato nel Piano Nazionale Scuola Digitale, possa essere “agente attivo” di cambiamenti.

Qual è il ruolo dell'insegnante in una scuola digitale?
In una scuola digitale non si deve puntare solo su strumenti e applicazioni. È necessario far crescere autonomia e spirito critico, acquisire consapevolezza su come il digitale possa incentivare la creatività e l’innovazione. I docenti in una scuola digitale dovrebbero utilizzare gli ambienti digitali e le tecnologie per facilitare la comunicazione, personalizzare gli interventi, arricchire l’offerta formativa. Gli insegnanti competenti digitali progettano, sperimentano, guidano l’apprendimento tra analogico e digitale puntando su spirito critico, curiosità, creatività, autonomia, consapevolezza, metodo. Mettono al centro l’esperienza di chi apprende come nuovo cittadino digitale.  “Riconnettono” la scuola al mondo reale attraverso il digitale. Informano e formano allievi e famiglie su ciò che alla base del progetto formativo che li vede, insieme, protagonisti.
Le competenze chiave europee, e la competenza digitale, sono il cuore dell’offerta formativa nella nostra scuola. Quanti allievi e famiglie le conoscono e ne sono consapevoli? Quanti saprebbero definire la competenza digitale? Quanti hanno sentito parlare di DigComp? Proviamo a partire da questo per ridefinire il ruolo del docente di una scuola che sta cambiando in equilibrio tra analogico e digitale.

Qual è la missione della scuola oggi?
La scuola deve essere laboratorio di innovazione. L’innovazione è legata a doppio filo al digitale. È necessario un impegno costante di progettazione di percorsi in cui gli studenti si confrontino con situazioni “problematiche” in cui analogico e digitale siano integrati. La scuola delle competenze è la scuola del compito di realtà, di chi si mette alla prova e così impara ad imparare. Non si possono formare cittadini se il mondo reale rimane fuori dall’aula. Il mondo oggi è online, è in continuo aggiornamento, è un brulicare di opportunità e rischi in formato digitale. Essere privi della competenza digitale, per fugare ogni dubbio, equivale a non saper leggere, scrivere e contare. La competenza digitale ci garantisce anche una maggiore sicurezza e tutela del nostro benessere. Un cittadino competente digitale è in grado di difendere la propria privacy (e rispettare quella altrui), protegge la propria reputazione online (e quella di altri), lascia consapevolmente la propria impronta digitale.

Quindi le competenze digitali sono anche competenze per la cittadinanza?
Sì, rappresentano un elemento determinante per l'inclusione sociale e professionale di un soggetto e la possibilità di esercitare attivamente la cittadinanza. Le tecnologie dell’informazione e comunicazione possono facilitare in modo significativo la partecipazione attiva dei cittadini a beneficio dell’intera comunità. L’OCSE, nel lontano 2002, già parlava di cittadini “come partner” in un manuale destinato ai responsabili amministrativi realizzato partendo dal rapporto intitolato “Citizens as Partners: Information, Consultation and Public Participation in Policy-Making”. Oggi vediamo incoraggianti segnali, anche se molto è ancora da fare, che si concretizzano in iniziative come per esempio il monitoraggio civico partendo dai dati aperti. Pensiamo a Monithon e all’impiego dei dati di OpenCoesione. Per il cittadino competente digitale l’ambiente online è anche il luogo in cui essere partner dei decisori politici.

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